Deliverability: migliora la tua email reputation in 7 mosse

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Da anni i maggiori provider di posta elettronica come Gmail e Hotmail hanno dichiarato guerra allo Spam.

Tuttavia solo negli ultimi tempi sono stati raggiunti importanti traguardi grazie al coinvolgimento dell’utilizzatore finale negli algoritmi anti-spam: questi ultimi migliorano ogni volta che un messaggio viene etichettato come indesiderato dall’utente.

Non bastano quindi semplici trucchi di ottimizzazione “tecnica” per avere una buona email reputation: occorre invece una strategia dove a prevalere sia il contenuto e non venga utilizzata l’email come strumento per tormentare il cliente: infine, le offerte commerciali devono essere inviate solo quando l’utente si mostra intenzionato a riceverle.

Un mittente con bassa reputazione può facilmente finire all’interno di una blacklist. Al contrario, uscire da una blacklist non è affatto facile: possono essere necessari giorni, durante i quali l’email marketing subisce un blocco parziale o totale sugli invii.  Ecco un tool per verificare se il tuo dominio è in una blacklist.

Qui in wixab abbiamo deciso di raccogliere quindi 7 consigli per aiutarti a migliorare la tua email reputation, riducendo gli utenti che decidono di etichettare la tua posta come indesiderata, al fine di evitare (o almeno, ridurre al minimo) la possibilità di finire in blacklist.

 

1. Costruisci una relazione
Se un iscritto alla tua newsletter viene contattato troppo spesso  può infastidirsi e segnalarti come mittente non desiderato.  Se un iscritto alla tua newsletter viene contattato raramente può dimenticare chi sei e cosa fa la tua azienda e segnalarti come mittente non desiderato.  Ecco perché costruire una relazione con l’utente è il primo passo per avere un livello elevato di email reputation. Presta molta attenzione non solo ai tempi tra un’email e l’altra ma anche al tipo di contenuto.

2. Double Opt-In
Consiste nell’inviare all’utente registrato un’email contenente un link attraverso il quale è possibile confermare la registrazione e quindi ricevere future email. Questo sistema riduce al minimo i bounce ed  evita iscrizioni non autorizzate dall’utente. Per assicurarti che il processo di registrazione verrà portato a termine, non renderlo meccanico e noioso: offri un coupon, un report o altro tipo di materiale utile all’utente.

3. Non includere allegati
Molti fornitori che offrono servizi di email marketing considerano la possibilità di aggiungere allegati ad un’email un servizio a valore aggiunto. Ignorano però che inviare email con allegati significa aumentare la possibilità di finire in una blacklist.

4. Chiedi all’utente di aggiungerti nella propria whitelist
Su molti provider l’utente svolge un ruolo fondamentale nel processo di classificazione della posta indesiderata. Chiedere agli utenti di aggiungerti alla propria whitelist significa aumentare la tua reputazione e quindi ridurre lo spam.

5. Controlla in modo costante la tua reputazione e intervieni
Controllare costantemente la tua email reputation ti consente di intervenire nel momento in cui inizi a vedere segnali di discesa. Con Wixab quest’attività diventa facile: sarai avvisato in tempo, potrai visualizzare le cause e agire di conseguenza.

6. Non usare l’uppercase e parole a rischio
Ricorda che se utilizzi nel titolo dell’email frasi scritte in MAIUSCOLO o parole come free, porn, viagra, win,  stai aprendo la strada per finire in blacklist.

7. Invia il contenuto che preferisce il cliente e non il contenuto che preferisce la tua azienda
E’ importante segmentare la clientela in modo da inviare al singolo utente contenuti vicini alle sue preferenze. Ad esempio se dopo aver inviato due email che parlano di un argomento specifico e due email che affrontano un altro argomento, scopri che un utente ha aperto le prime due email ma non ha aperto le ultime due, saprai che l’utente appartiene al primo segmento ma non al secondo. Un cliente che continua a ricevere costantemente contenuto non di proprio interesse può facilmente aggiungerti nell’elenco dei mittenti indesiderati.

 

Con Wixab, grazie al marketing comportamentale, puoi implementare programmi automatizzati e aumentare l’email reputation e di conseguenza il tasso di apertura.

 

Marketing Automation: la fine dello Stalking Commerciale

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Lo stalking commerciale è un fenomeno che ha molte forme: si passa dalla email che ci tormenta ogni due giorni esattamente alle 20:35, e che ha sempre lo stesso titolo, al call center che, nascondendosi dietro un numero anonimo ci propone per la 43-ema volta in due anni la stessa offerta per la connessione ADSL.  O – quando va bene – avviene un tentativo l’upselling su contratti esistenti, ma ad un gentile nostro declino dell’offerta la tortura purtroppo non termina per altri 9 mesi.

Scene di questo di questo tipo sono vissute da molte persone quotidianamente in tutta Italia nello di “slalom” di carrelli all’interno di ogni centro commerciale, dove si rischia di essere quasi trascinati fisicamente al banchetto per un’ offerta tv da insistenti ragazzi: al limite cambiano la frase d’aggancio come da formazione d’agenzia. Indubbiamente fastidioso.

Questo è il problema e il limite delle liste di contatti (email, telefonici, indirizzi) generaliste e/o che molte agenzie vendono come lead qualificati e in target. Lo stalking commerciale, oltre ad essere un reato di rilevanza penale, dal punto di vista aziendale è – metaforicamente – come provare a spremere un’arancia quando ne resta soltanto la buccia. Naturalmente, al di là di ottenere solo pochissimo succo, c’è anche il rischio reale di procurarsi danni e ferite: che nel caso di un’azienda sono di tipo reputazionale. Tali danni sono direttamente proporzionali alla dimensione dell’azienda, va senza dire.

E allora, quale potrebbe essere l’effetto di lungo termine sulla brand reputation se le aziende potessero entrare in contatto solamente con potenziali clienti realmente interessati ad un determinato prodotto? Cosa potrebbe cambiare per la forza vendita se a un interesse limitato lato consumer nei confronti di una certa offerta ci fosse una risposta calibrata e “soft”? Quale il profitto marginale per le imprese che saranno in grado di contattare entro 2 ore i clienti supermotivati ad un acquisto e potranno così dosare i costi delle risorse umane?

I feedback avuti dai nostri clienti sull’uso di wixab nell’appena trascorso 2014 sono stati sicuramente incoraggianti.

Noi di wixab, ci sentiamo di dire, dopo il primo anno di attività che la marketing automation, se implementata in modo corretto, consente anche alle PMI italiane con organico limitato di lanciare campagne marketing di elevata complessità e di gestirne l’efficienza nel tempo. Per le imprese di grandi dimensioni, invece, il beneficio maggiore è quello di poter avere un canale di comunicazione altamente personalizzato con ogni singolo cliente, cosa assolutamente impossibile con il web marketing tradizionale.

La tua azienda potrebbe trarre benefici dall’uso di una piattaforma di marketing automation?

Contattaci, ti aiuteremo a decidere.

Gestisci al meglio le fasi del processo d’acquisto del tuo lead

Tanto nel mondo analogico (in un negozio fisico), quanto nel mondo digitale (su di un sito web) il funnel che porta l’utente ad acquistare un bene o servizio resta sempre lo stesso:

  1. Fase di scoperta
  2. Fase di valutazione
  3. Fase di acquisto

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Analizziamo tali fasi una ad una:

Fase di scoperta:

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L’utente a seguito di determinate circostanze (il caso, piuttosto che un messaggio pubblicitario) si imbatte nella tua azienda. Nel mondo analogico si tratta del momento in cui l’utente entra nel negozio, e può decidere di fare un giro tra gli scaffali esplorandone i prodotti così come può decidere di uscirne subito. Nel mondo digitale invece si tratta di un visitatore che, per qualche motivo, accede ad una properties online di tua proprietà (sito web, landing page, applicazione mobile, Facebook Page, ecc).

In entrambi gli scenari, l’obbiettivo è indurlo a restare ed esplorare l’offerta. Nel mondo analogico tale obiettivo si raggiunge con un’attenta organizzazione degli scaffali in store. Nel mondo digitale si adottano altri espedienti, il 99% dei quali riconducibili ad un’unica parola: contenuto.

L’azienda, per far restare il visitatore all’interno della propria properties digitale, deve offrire all’utente contenuti tali per cui questo decida di restare. E’ per questo motivo che

I giusti contenuti faranno sì che l’utente si fermi all’interno della property dell’azienda, e lo guideranno alla fase 2 del processo di acquisto.

Fase di valutazione:

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Navigando tra i contenuti offerti dall’azienda, l’utente entra in contatto con la stessa iniziando a conoscerne ed esplorarne l’offerta commerciale. Molto spesso è però difficile mantenere la sua attenzione per oltre 10 minuti: il web è un mondo di distrazioni. Bisogna esserne consapevoli, ed avere un obiettivo: stabilire un canale di contatto con l’utente da attivare in futuro, quando più lo si ritenga opportuno. Questo canale si chiama email, oppure SMS. L’obbiettivo deve essere aggiudicarsi il diritto di contatto (email/sms e relativi consensi privacy), per poi lasciare distrarre l’utente a cuor leggero.

In precedenza abbiamo già affrontato le “Strategia per trovare l’indirizzo email di un visitatore” e tutte consistono nell’offrire un contenuto ancora più interessante dei precedenti, al quale l’utente può accedere unicamente previa compilazione di un form nel quale viene richiesto l’indirizzo email.

Da questo momento sì ha la straordinaria opportunità di comunicare con l’utente in qualsiasi momento, per qualsiasi comunicazione. E’ un potere straordinario, che però va impiegato con chirurgica attenzione, pena il fare allontanare il lead per sempre.

L’utente riceve ogni giorno decine di comunicazioni sulla propria casella email e pertanto tende ad offrire scarsa attenzione. Bisogna pertanto riuscire ad inviare le comunicazioni che davvero interessano l’utente. Ciò significa sapere quali sezioni del sito web e quali pagine prodotto l’utente aveva visitato, quali contenuti hanno maggiormente attirato la propria attenzione, ecc. Tutto questo potrebbe sembrare un’utopia ed invece – se a monte è stato adottato il giusto tool di marketing automation – tali informazioni saranno già pronte e consultabili dall’azienda. La quale può preparare newsletter ad-hoc da recapitare a gruppi di lead aventi comportamenti ed interessi comuni.

L’unico modo per continuare ad educare il lead circa l’offerta ed i prodotti dell’azienda, è inviargli comunicazioni a lui rilevanti. Solo così l’utente continuerà il suo percorso nella fase di valutazione, per poi passare alla successiva.

Fase di acquisto:

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I marketer meno preparati e meno esperti considerano questa fase come la più difficile delle tre da gestire, concentrandovi la maggior parte del budget e degli effort. Sbagliato. Questa è la più semplice: non è più necessario convincere nessuno, l’utente ha scelto di acquistare e lo ha fatto grazie alla bontà dell’attività del reparto marketing nelle fasi precedenti! A questo punto ciò che serve è unicamente una piattaforma di acquisto e pagamento chiara, snella e ben funzionante: nient’altro.

Come la Marketing Automation aiuta lungo tutte e tre le fasi:

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Durante la Fase di Scoperta la Marketing Automation traccia tutte le attività dell’utente all’interno delle properties aziendali, costruendo click dopo click il database comportamentale sul quale si fonda la capacità di inviare email estremamente targhetizzate propria della Fase di Valutazione.

Dovrebbe essere chiaro, a questo punto, come la marketing automation stia alla base della buona riuscita dell’attività del dipartimento marketing di mantenere alta l’attenzione dell’utente con email periodiche e traghetizzate. C’è però di più: il tool di marketing automation permette di definire workflow, ovvero comunicazioni definite a priori che vengono inviate in automatico al verificarsi di determinati eventi. Un “evento” può essere il lead che torna a visitare una pagina del sito web aziendale, piuttosto che il lead che legge una mail inviata dall’azienda. Grazie ai workflow il dipartimento marketing viene alleggerito dell’operatività altresì schiacciante del tenere sotto controllo tutte le azioni effettuate dai lead e comunicare manualmente con ciascuno. Un esempio di workflow può essere:

Invia una email a tutti gli utenti che nelle ultime 56 ore hanno visitato la pagina del Prodotto A, nella quale si riportano i pareri soddisfatti di persone che in precedenza hanno acquistato lo stesso articolo;

– Se l’utente ha aperto l’email, inviane una seconda nella quale lo si invita ad una sessione one-to-one con un esperto dell’azienda affinché possa rispondere a tutte le sue domande;

– Se invece l’utente non ha aperto l’email, inviane una seconda nella quale si comunica l’incredibile possibilità di accedere al prodotto a prezzo scontato per le successive 48 ore;

[…]

Il tutto avviene in automatico, e tale attività in gergo viene definita Lead Nurturing.

Poiché i principali clienti sono i clienti già acquisiti (perché già hanno portato a termine un’esperienza di acquisto con l’azienda, e potrebbero necessitare di acquistare ancora), è fondamentale coccolare questa tipologia di utenti. Poiché il tool di marketing automation traccia tutte le attività degli utenti, sa benissimo se uno di questi ha portato a termine l’acquisto o meno. Pertanto l’azienda può costruire workflow ad-hoc per quelle persone che sono già clienti. Il tutto, ancora una volta, in maniera completamente automatizzata e senza effort umano da parte del dipartimento marketing. Un esempio di workflow da attivare su i clienti esistenti è il seguente:

Invia una mail a tutti gli utenti che nelle precedenti 24 ore hanno completato l’acquisto del Prodotto A, contenente le istruzioni per l’uso

Invia una mail a tutti gli utenti che nelle precedenti 4 settimane hanno completato l’acquisto del Prodotto A, contenente un elenco di accessori relativi al Prodotto A pronti per l’acquisto

Dopo aver speso così tanti concetti e parole attorno al funnel di acquisto e come la Marketing Automation permetta di estrarre il meglio da ogni lead, chiudiamo con un riassunto di quello che la marketing automation permette di fare, in soldoni: dare la cosa giusta, all’utente giusto, nel momento giusto. Per questo motivo, quando si tratta di vendere online, non ne puoi fare a meno.

Identifica i potenziali clienti grazie al tuo sito ed alla Marketing Automation

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Lo strumento evergreen maggiormente impiegato all’interno di una strategia di lead generation è il sito web aziendale, tramite il quale l’azienda presenta i propri servizi ed espone i propri contatti.

Tra le difficoltà incontrate dalle aziende che impiegano il sito web aziendale come canale di lead generation troviamo l’identificazione del visitatore, che troppo spesso fruisce del contenuto senza lasciare recapiti.

Per questo motivo le aziende si stanno ingegnando per scovare sempre nuovi modi per indurre il visitatore a lasciare il proprio recapito email durante la visita. Ma anche qualora ci riescano, il risultato è una anonima lista di indirizzi email.

Manca una componente di fondamentale importanza: cosa ha visitato ciascun singolo utente, prima di lasciare la propria email? Con “prima” non si intende 1 secondo prima, bensì dal primo accesso al sito web, che può essere avvenuto anche giorni e mesi prima. Conoscere nel dettaglio i percorsi di navigazione di ogni utente permetterebbe all’azienda di capire se si tratti di un utente interessante e di capire a quale prodotto ed offerta potrebbe essere maggiormente sensibile.

Quanto sarebbe importante per la tua azienda sapere se l’utente che ti ha appena contattato ha già visitato il tuo sito, su quali pagine ha trascorso maggior tempo e con quale frequenza visita il tuo sito?

Se trovi sia importante sapere se l’utente che ti ha appena contattato ha già visitato il tuo sito, su quali pagine ha trascorso maggior tempo e con quale frequenza visita il tuo sito, allora diventerai un buon amico della marketing automation.

La marketing automation si occupa (tra le altre cose) di fare una cosa molto semplice: mantenere lo storico delle visite alle singole pagine web e dei comportamenti che ciascun singolo visitatore ha effettuato, dal suo primo accesso al sito web fino a quelli successivi. Grazie a sofisticati algoritmi è infatti in grado di riconoscere il visitatore a distanza di giorni e mesi, ogni volta che accede al sito web. Ciò significa che giorno dopo giorno si andrà ad incrementare un incredibile database di conoscenza che, esplorato a dovere, rivelerà all’azienda quali siano i visitatori maggiormente interessati all’acquisto di un prodotto, quali meramente occasionali, quali già clienti, ecc.

Una volta raccolta questa ingente mole di informazioni ed identificati i visitatori maggiormente interessati all’acquisto, sarebbe estremamente importante per l’azienda riuscire a comunicare one-to-one con tali visitatori. La marketing automation entra in aiuto anche su questo. Per scoprire come, leggi l’articolo su “Trova l’indirizzo email dei visitatori del tuo sito web grazie alla marketing automation”.

Trova l’indirizzo email dei visitatori del tuo sito web

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Nell’articolo “Identifica i potenziali clienti grazie al tuo sito ed alla Marketing Automation” abbiamo spiegato quanto sia importante l’attività di costante tracciamento dell’utilizzo che ogni visitatore fa del sito web aziendale, in quanto permette all’azienda di apprendere quali tra le centinaia o migliaia di visitatori sono maggiormente propensi all’acquisto e quali – al contrario – meramente occasionali.

Una volta individuato il segmento di utenti che si ritengono essere interessati all’acquisto, diventa di fondamentale importanza per l’azienda stabilire un contatto diretto con ciascuno. Come fare? Anche in questo, la marketing automation – mixata ad una buona dose di creatività – si posiziona come uno strumento di fondamentale importanza.

Per entrare in contatto one-to-one con un utente, bisogna – banalmente – trovarne l’indirizzo email e/o il numero di telefono. Di seguito ecco alcune tattiche per centrare l’obiettivo.

Download di contenuti esclusivi:
Prepara una risorsa (PDF, video, guida, ecc) che possa suscitare interesse agli occhi dell’utente, e rendila disponibile unicamente a quei visitatori che hanno compilato un form nel quale si domanda Nome, Cognome, Email, ed eventuali altre informazioni. La marketing automation è in grado di “leggere” i dati inseriti dal visitatore, ed associare tali dati al profilo – un tempo anonimo – del visitatore. Da questo momento l’utente non è più “anonimo”, bensì ha un nome, un cognome, e soprattutto un recapito.
Stai pensando che la creazione del meccanismo di download a fronte della compilazione del form sia complicato da realizzare dal punto di vista tecnologico? Non preoccuparti, i migliori tool di marketing automation già integrano l’intero meccanismo: tramite un editor visuale scegli i dati da richiedere all’utente, e carichi il file da rendere scaricabile!

Webinar online:
Organizza un webinar online di formazione inerente la nicchia nella quale opera la tua azienda, e richiedi che i partecipanti si iscrivano. Anche in questo caso non sarà necessario sviluppare il form: basta configurarlo tramite l’editor visuale offerto dai tool di marketing automation!

Coupon & Gift Card:
Specialmente indicato per gli e-commerce, rappresenta un’ottima tattica offrire codici sconto per gli acquisti: ovviamente, il codice sconto viene erogato soltanto a coloro che compilano una form che prevede l’inserimento dell’indirizzo email! Così facendo in un colpo solo incentivi il visitatore all’acquisto, e ne ricavi l’indirizzo di contatto!

Quelli sopra riportati sono unicamente due spunti che mixano la potenza della marketing automation e la creatività. Nei prossimi articoli affronteremo nuovamente la questione, offrendo nuovi spunti immediatamente replicabili!

La Marketing Automation a supporto del SEO

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Immortale resta il SEO, ossia la serie di attività volte a rendere visibile al meglio l’azienda sui motori di ricerca. Si tratta di un “di cui” del sito web ed è fondamentale per fare in modo che il buon lavoro messo in atto sul proprio sito web (esperienza di navigazione, messaggio, contenuti, funnel) sia visibile da qualcuno.

Il problema è che troppo spesso le aziende si illudono che il compito del SEO si esaurisca con il portare un utente su una specifica pagina del sito web aziendale. Non è così. Tale utente potrebbe essere già passato in precedenza sulla pagina o su altre pagine del sito web, pertanto andrebbe trattato diversamente dall’utente che arriva tramite SEO per la prima volta. Oggi è un mero +1 sulla dashboard offerta da Google Analytics. Il che è importante, ma molto del suo valore resta inespresso.

Se trovi sia importante avere informazioni retroattive sui tuoi visitatori, troverai la marketing automation di grande interesse.

Grazie alla marketing automation il tuo sito web può per esempio accorgersi – dopo meno di un secondo dal suo ingresso nella pagina – che l’utente è alla sua terza visita nel giro di pochi giorni, pertanto può valere la pena tentare di coinvolgerlo maggiormente magari mostrandogli un popup che lo invita ad entrare in contatto diretto con un membro del team, piuttosto che a lasciare la propria email/numero di telefono per essere ricontattato.

Per ulteriori idee su come coinvolgere il tuo visitatore ed indurlo a lasciare il proprio recapito ti suggerisco di leggere “Raccogli gli indirizzi email dei tuoi visitatori“.

Aumenta il tasso di apertura delle tue email con la Marketing Automation

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Tra i canali di lead generation considerati di maggior successo le aziende identificano l’email marketing, che consiste nell’usare la posta elettronica come mezzo per comunicare messaggi commerciali (e non) al proprio pubblico di riferimento.

Il grave problema relativo all’email marketing è che l’utente è ormai oberato di email a carattere commerciale, pertanto tende ad ignorare tale tipologia di contatto con l’azienda. Basti pensare che

Per ovviare a questa problematica i dipartimenti marketing delle aziende si scervellano per creare email il più ad-hoc possibile per il singolo destinatario.
Per riuscirvi necessitano del profilo di ciascun utente da contattare. Potresti pensare che bastino i dati anagrafici dei destinatari, ma giorno dopo giorno ti accorgeresti che tali informazioni aiutano solamente ad evitare gaffe clamorose come comunicare al maschile ad un utente donna, piuttosto che parlare di offerte a Roma ad un utente della Valtellina. Non basta.

L’utente è disposto ad ascoltare le mail che lo riguardano per davvero: che parlano di ciò che effettivamente ha cercato e letto negli ultimi giorni, che rispondono alle domande che effettivamente si è posto, che offrono proprio quello che stava cercando. E queste informazioni le aziende non le ricavano dai dati anagrafici.

Ma andiamo avanti, fingiamo per un secondo di avere tutte queste informazioni…sorgerebbe un nuovo problema: non è umanamente possibile analizzare uno ad uno il profilo degli utenti e per ognuno preparare un contenuto ad-hoc da inviare via mail.

Vedi la contraddizione? Non avere dettagliate informazioni sul profilo del tuo utente è limitante, ma anche avendole non avresti modo di sfruttarle a dovere in quando creare contenuti ad-hoc per la personalità di ciascuno non è pensabile. Quindi, con il tempo, ti troveresti ad appiattire il tuo messaggio creando due, massimo tre versioni differenti della stessa comunicazione, lasciando per strada centinaia, migliaia di opportunità di conversione.

Se trovi sia importante avere informazioni sulle attitudini dei tuoi utenti e poter inviare in automatico mail tarate sulla loro personalità, amerai la marketing automation.

Come già avrai intuito leggendo “Identifica i potenziali clienti grazie al tuo sito e alla marketing automation” la Marketing Automation è un occhio – trasversale a qualsiasi canale e campagna marketing dell’azienda – che traccia i comportamenti di ciascun utente con l’obbiettivo di delinearne il profilo. Ma non si limita al mero tracciamento: la marketing automation traccia l’utente, per essere poi in grado di agire in maniera intelligente. Conoscere nel dettaglio il profilo di ogni singolo indirizzo email rappresenta infatti un’opportunità senza precedenti per stabilire trattamenti e comunicazioni ad-hoc per ciascuno, automatizzati.

Facciamo un esempio: l’azienda può decidere di inviare una prima email di reminder ad ogni utente che ha iniziato un acquisto senza però portarlo a termine. Può inoltre decidere che, qualora questa email non scaturisca alcuna reazione, ne venga inviata una seconda maggiormente engaging, nella quale per esempio si chiede all’utente se abbia incontrato problematiche in fase di acquisto e se necessiti di supporto one-to-one. Ancora, qualora non si ottenga reazione, l’azienda può configurare una terza mail contenente un coupon da utilizzare per portare a termine l’acquisto.

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Grazie ai tool di Marketing Automation l’azienda definisce a monte veri e propri workflow da sottoporre agli utenti che rientrano in determinati segmenti. Una tantum l’azienda si fa carico della definizione del workflow ed una volta definito, entra in gioco il tool di marketing automation che avvia il workflow sugli utenti che rientrano nel segmento desiderato.

Se ti stai chiedendo se esistano evidenze che certifichino che la gestione delle comunicazioni via mail tramite la marketing automation offra migliori risultati di una DEM classica ti suggeriamo di guardare il report “DEM vs Marketing Automation: numeri a confronto”.

Content Marketing + Marketing Automation = lead qualificati

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Tra le strategia di lead generation più recenti occupa sicuramente il primo posto il Content Marketing. Consiste nel generare contenuti di interesse per l’utente finale, che non devono essere promozionali. Grazie a tali contenuti l’Azienda riesce a stabilire un contatto genuino con l’utente, e ad averne l’attenzione: tale attenzione va poi utilizzata per informare l’utente della gamma di prodotti dell’Azienda.

Tale strategia richiede all’azienda notevole investimento nella creazione di contenuti di qualità e nella loro diffusione.

Ad oggi – sebbene molte aziende si dicano soddisfatte dell’efficacia della strategia – si verifica una grande occasione sprecata. Spieghiamo perchè. Il content marketing serve in buona parte ad educare – tramite contenuti di qualità – il proprio potenziale acquirente e far nascere in lui la curiosità a richiedere un contatto con l’azienda per scoprirne l’offerta. Bene, per l’azienda sarebbe di enorme valore conoscere qual’è stata la sequenza di contenuti letta dall’utente che oggi sta manifestando interesse.

Invece oggi il content marketing viene impiegato soltanto per raccogliere le informazioni di contatto di potenziali clienti. Si perde tutto lo storico dell’utente, che rappresenterebbe una fonte di informazioni di enorme valore per l’azienda: conoscere quali articoli l’utente ha letto e riletto permette al commerciale di sapere subito quali sono stati i fattori scatenanti dell’interesse di tale utente e di pianificare una strategia di conversione da lead a sale più efficace.

Se trovi sia furbo sfruttare il tracking degli articoli del tuo blog aziendale per comprendere quali tematiche è maggiormente sensibile il tuo utente, non potrai più fare a meno della Marketing Automation.

Come già abbiamo raccontato nell’articolo “Identifica i potenziali clienti grazie al tuo sito ed alla Marketing Automation“, la Marketing Automation è in grado di mantenere lo storico delle visite alle singole pagine web e dei comportamenti che ciascun singolo visitatore ha effettuato, dal suo primo accesso al sito web fino a quelli successivi. Se l’azienda dispone di un blog sul quale affronta tematiche differenti, la marketing automation traccerà i contenuti letti da ogni singolo visitatore: giorno dopo giorno si andrà ad incrementare un incredibile database di conoscenza che, esplorato a dovere, rivelerà all’azienda gli interessi di ciascuna lead! Tutto questo senza bisogno di chiedere alcunché all’utente!

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